Sommario

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lunedì 20 febbraio 2017
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Il giornale di vignette satiriche francese, per il quale tutti noi abbiamo espresso solidarietà due anni fa, all’epoca dell’attacco terroristico che ha ucciso all’interno della redazione del giornale, pubblica oggi un disegno satirico in cui si scherza sulla tragedia delle morti a causa di neve e maltempo di questi giorni. Charlie Hebdo rappresenta una morte che scende con gli sci che al posto delle bacchette ha l’immancabile falce con l’allegro cartello “Italie – la neve è arrivata”. Uno scivolone che ricorda quello compiuto dal giornale satirico nei giorni del terremoto quando ha rappresentato l’italia con delle lasagne dove al posto degli strati c’erano i morti. La voglia di scherzare sulla valanga dell’Hotel Rigopiano, ampiamente coperta da tutti i grandi media d’Oltralpe, con inviati e dirette live, fa indignare. Nell’immaginario di Juin – l’autore del disegno pubblicato sulla pagina Facebook di Charlie negli stessi minuti in cui i soccorritori erano ancora in cerca di superstiti – esiste una morte che arriva sugli sci. Una morte incappucciata, con due falci al posto delle racchette, che recita: “Italia: la neve è arrivata. Non ce ne sarà per tutti”. Sui social le proteste non si sono fatte attendere. Sulla bacheca Facebook – accanto a quello che viene presentato come ‘il disegno del giorno’ fioccano invettive. Anche di tantissimi italiani contrari alla macabra irriverenza di Charlie. Rabbia nel mondo della politica. Su Twitter la deputata Marina Berlinghieri, capogruppo del Partito democratico in commissione Politiche europee, punta il dito contro un’altra “pagina nera da Charlie Hebdo: dopo l’ironia macabra sui morti Abruzzo. Sarebbe meglio un po’ di rispetto!”. Le due vignette sul terremoto del 24 agosto valsero al settimanale parigino la denuncia del sindaco di Amatrice. All’epoca, l’ambasciata di Francia a Roma specificò che “il disegno di Charlie Hebdo non rappresenta in nulla la posizione della Francia”. E se all’epoca dell’attacco terroristico contro il giornale satirico anche noi come il resto del mondo ci eravamo vestiti di solidarietà al motto di “Je Suis Charlie Hebdo”, oggi diciamo il contrario, perché i francesi sono i primi a non aver imparato che i morti sono una tragedia sulla quale occorre avere rispetto. E allora che te lo dico a fare? Je ne suis pas Charlie Hebdo.