Sommario

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  • 19/01/2026 17:54 Siria: la resa dei conti tra “curdi” e Al-Sharaa, all’ombra di Trump - ISPI
  • 19/01/2026 16:48 La Basilica di Vitruvio emerge dagli scavi a Fano. Il ministro Giuli: “Scoperta storica attesa da 2mila anni” - Il Resto del Carlino
  • 19/01/2026 15:20 "Noi cresciute con la paura, in Iran ti arrestano per cose normali": il racconto del regime - today.it
  • 19/01/2026 22:37 Decreto sicurezza, così il governo prepara la svolta: dai minori agli scippi. Meloni vede gli alleati - Corriere Roma
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  • 20/01/2026 00:01 Proteste in Iran, il presidente: "Attaccare Khamenei è guerra totale contro il popolo" - Sky TG24
  • 20/01/2026 07:28 Le prime pagine dei quotidiani di oggi 20 gennaio: la rassegna stampa - Sky TG24
  • 19/01/2026 16:36 Agenda economica del 20 gennaio 2026 - SoldiOnline
  • 19/01/2026 15:07 Assunzioni disabili: prospetto da inviare entro il 31 gennaio - informazionefiscale.it
  • 19/01/2026 11:25 CU 2026, tripla scadenza per l’invio - informazionefiscale.it
  • 19/01/2026 19:18 Perché l'AI fa più paura dei dazi alle aziende italiane: il sondaggio tra i top manager a Davos - Corriere della Sera
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martedì 20 gennaio 2026

3 Novembre

Secondo un'antica leggenda, il nome del Monte Remita, l'ampio cocuzzolo situato tra il Passo Broccon e la cima Totoga, nella Valle del Vanoi, trae origine dal "remita" (eremita) Simone, che abitò sul monte per 50 anni.

In passato si raccontava questa leggenda la sera della commemorazione dei defunti, perché, si diceva, la notte dei morti, l'eremita teneva acceso sulla montagna un grande fuoco e donava una forma di cacio e una ricotta ai poveri della Valle che lo andavano a trovare e pregavano con lui per i defunti.

Ascoltando i racconti delle persone anziane, emerge come in passato le superstizioni fossero molto diffuse nelle nostre zone.

Ne citiamo alcune che trovano giusta collocazione in questo giorno: chi sentiva il picchiettare del tarlo, chiamato faldeta perché simile al debole battere lontano di una falce, oppure gli pareva che l'orologio avesse un battito irregolare, inconsueto, od ancora che le campane avessero un rintocco come quando suonano a morto, viveva nel timore che la morte visitasse la sua casa.

3 Novembre

Nei discorsi tra donne ricorrevano spesso i segnai che le ea sentist, persuase che attraverso questi inspiegabili e strani rumori, le anime dei defunti chiedessero suffragi o annunciassero disgrazie, perfino la morte di un familiare.

Anche molti uomini ci credevano, forse si trattava di autosuggestione, ma l'impressione era tale che qualcuno correva dal curato a far celebrare una messa di suffragio per le anime dei trapassati della famiglia.

Una poesia di Livio Tissot descrive in modo ironico questa superstizione:

"breghe che screcolea, opura pantegani, che drio i se corea sot al piancà, sti ani de not i fea spavent parche 'lora la dent ai "segnai" la credea e, se 'l vent el smachea te le porte mal ciuse, no ghe n'era mai scuse; n'anima, doi o trei le pretendea che schei, calcun fora 'l tirese par farghe dir le mese".

3 Novembre 1905

All'inizio di questo secolo l'economia delle nostre Valli trova un punto di forza nel turismo che va via via sviluppandosi.

Un po' in tutta la provincia nascono le "Società di Abbellimento e per l'Incremento dei Forestieri", che con il passare degli anni diventeranno le attuali "Pro Loco" e le "Aziende di Promozione Turistica". In questo giorno la luogotenenza di Innsbruck approva la costituzione della società di abbellimento di Fiera, formatasi precedentemente nel luglio dello stesso anno, che raggruppava albergatori, imprenditori ed altre persone e che inizia il suo operato nel 1906. La società di abbellimento di Fiera operò nelle nostre zone per una ventina di anni dal 1905 al 1925, con l'interruzione degli anni della Prima Guerra Mondiale.

3 Novembre 1968

Il ponte "Bailey", meglio conosciuto come ponte "Torriani" (dal nome dell'organizzazione del Giro d'Italia che nella primavera del '67 era stato lanciato sul Vanoi per permettere i collegamenti di Canal San Bovo con il Passo Broccone e la conca del Tesino è crollato in questo giorno, a causa delle piogge torrenziali che hanno caratterizzato l'inizio di novembre.

Il ponte sostituiva quello crollato durante l'alluvione del novembre 1966. Fu costruita una passerella pedonale in modo da poter raggiungere i paesi di Ronco.

La provincia prima del crollo, aveva già provveduto ad appaltare i lavori del nuovo ponte, lungo 300 metri.

La pioggia incessante di questi giorni aveva destato preoccupazione e paura in tutti i paesi del Vanoi, ancora duramente provati dalla tremenda alluvione del 1966, fortunatamente non vi sono stati danni gravi, all'infuori di qualche cedimento e strada rovinata.

 

02 Novembre 04 Novembre