4 Novembre 1852
Nasce a Strigno in Valsugana Ottone Brentari, scrittore,giornalista, figlio di padre della Val di Non e da madre Primierotta Elisabetta Negrelli, nipote del celebre Luigi.
Studiò a Rovereto e poi l'università di Innsbruck e Vienna.
Insegnò a Bassano e Catania.
Nel 1890 abbandonò la scuola per dedicarsi al giornalismo entrò nel corriere della sera mantenendo la collaborazione con i giornali di Trento, Venezia e Vicenza.
Tentò nel 1921 la carriera politica ma con scarso successo, si ritirò a vita privata a Rossano Veneto e il 17 novembre del 1921 morì. Numerosissimi gli articoli, i saggi, le pubblicazioni da lui scritte.
Un vero personaggio che della parentela Negrelli aveva ereditato l'intuito, l'acuta intelligenza, l'ecletticità.
4 Novembre 1918
Dal diario di un testimone della Prima Guerra Mondiale. "Il 3 novembre 1918, a Mezzano, traffico paralizzato.
A un tratto si videro i soldati abbandonare carri e muli, alcuni togliersi di dosso il fucile, e via a gambre.
Stavano facendo il loro ingresso in Valle i soldati italiani.
La gente vista la roba abbandonata sullo stradone, come disperata si dà al saccheggio: sacchi di farina, cassette di zucchero, macchine da cucire, scarpe, utensili da cucina, fucili, baionette, portarono via tutto quello che trovarono.
Poi fu la volta dei muli, cavalli, carri e mucche.
Il lavoro venne sospeso durante la notte per riprendere il giorno dopo.
Lungo lo stradone, verso loc.
Sorrive, era un continuo andirivieni.
Tornavano alle loro case i nostri soldati nell'esercito austriaco.
Dall'Italia sono considerati prigionieri di guerra e come tali vengono mandati in campo di concentramento ad Isernia, in provincia di Campobasso, dove in varie fasi verranno poi internate numerose persone sia da Primiero che dalla Valle del Vanoi.
Dal comando militare giunge l'ordine alla gente di consegnare il bottino di guerra, anche se naturalmente ne venne restituito ben poco dalla gente che aveva già provveduto a nasconderlo accuratamente.
4 Novembre 1918
Un anno dopo la ritirata di Caporetto avviene la disfatta degli austriaci a Vittorio Veneto.
Alle ore 14.00 raggiungono Fiera i reparti della brigata Modena, all'inseguimento degli austriaci, arrivarono poi anche gli uomini della brigata Massa Carrara, che, alla stessa ora occupava Canal S. Bovo, nel frattempo era giunto anche il battaglione alpino Antelao.
Le truppe ricevettero la notizia dell'armistizio e si fermarono, la guerra era finita anche per Primiero.
Molti dei suoi figli non tornarono dai campi di combattimento della Galizia e della Russia.
I caduti furono 214 per la Valle di Primiero e 69 per la Valle del Vanoi.
4 Novembre 1918
4 novembre 1918 La brigata italiana Modena entra a Fiera, alle ore 14, seguita dal battaglione alpini Antelio e dalla brigata Massa – Carrara. Le truppe ricevono l’ordine di cessare le ostilità a seguito dell’armistizio firmato con gli austro – ungarici a Padova. Termina così la prima guerra mondiale sul fronte italiano, mentre sul fronte occidentale la pace verrà firmata pochi giorni dopo.4 Novembre 1966
4 novembre 1966 La storia dell’alluvione si sviluppa dalle 12 alle 20 del 4 novembre 1966. ma già ala mattino scatta l’allarme: tutti i torrenti si ingrossano portando con se una notevole quantità di materiale. Si fanno sgomberare molte case mentre la furia delle acque incomincia la sua triste impresa: il Cismon rompe gli arigini verso Mezzano e, il Canali investe la centrale elettrica facendo mancare la luce. Le frane e gli smottamenti continuano e la strada del Passo Cereda scompare. Il Vanoi è isolato fin dal mattino. Le vittime, per fortuna non sono molte, ma costituiscono il bilancio più doloroso lasciato alla valle. Vogliamo ricordarle: Francesco Boninsegna da Imer, Luigi Rattin da Ronco, Brigida Turra da Pieve e Giacomo Pradel da Transacqua.